SEGRETARIATO ATTIVITA' ECUMENICHE

gruppo di  Livorno

ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICI PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO
A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO


RIFLESSIONI DI UNA LIVORNESE

 

Assisi, finalmente una scelta giusta. Certo c’è da fare qualche aggiustamento circa l’albergo Domus Pacis, per evitare che si ripetano guasti all’impianto elettrico e spostamenti di camere, ma per il resto tutto bene : il posto è magnifico, con la Porziuncola a due passi e un parco bellissimo.
Ma questi sono dettagli; l’importante è stato lo svolgimento del programma, con le relazioni di studiosi come Tecle Vetrali, Brunetto Salvarani, Placido Sgroi, Fulvio Ferrario, Paolo Ricca, tanto per citarne solo alcuni, le meditazioni bibliche, anche divise in vari gruppi, i lavori di approfondimento, i laboratori. A proposito di questi ultimi mi ha entusiasmato quello di Franca Landi sulla danza ebraica alla quale ovviamente non ho partecipato, date le mie difficoltà di deambulazione, almeno fino all’ultimo, quando Franca ha fatto ballare anche me, in un girotondo generale sul prato.
Sono stati tutti splendidi gli incontri di preghiera, da quelli ecumenici al culto evangelico, alla messa cattolica e soprattutto al vespro ortodosso, che si è svolto nella basilica superiore di San Francesco, con letture anche di donne e canti delle altre confessioni, cosa, penso, mai accaduta.
E che dire dell’entrata nel sabato a cui ci ha fatto partecipare l’unico ebreo presente, il fiorentino Sandro Venturi, coadiuvato dalla moglie, cristiana, ottimo esempio di coppia mista.
Infine le assemblee, la prima che riguardava il documento sul rinnovamento del SAE, piuttosto animata, ma senza una conclusione, se non quella di rimandare a un’assemblea regolare per cambiare lo statuto, e la se- conda l’assemblea dei partecipanti alla sessione, diversa secondo me dalle numerose altre, perché con pochissime critiche e molte approvazioni. E mi fermo qui altrimenti il pezzo sarebbe troppo lungo.
Perché ho titolato questo scritto “Riflessioni di una Livornese? Primo perché ero l’unica del SAE di Livorno, poi perché quello di Livorno è l’unico gruppo della Toscana e in ultimo perché ci tengo ad essere livornese, ma ho nel SAE tanti amici e tutti molto cari, che spero di poter incontrare per tanti anni ancora.
Ultima cosa: io sono profondamente ecumenica, e quello che desidero di più al mondo è che anche i numerosi parroci della mia città lo siano o lo diventino, come lo è don Piotr, il nostro delegato diocesano che saluto caramente.
Mirella Raugi

 

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